mercoledì 2 ottobre 2013

NYLON





 Il filo di nylon, vale a dire il primo polimero sviluppato negli anni Trenta (la sua produzione risale al 1938) fu utilizzato nell’industria tessile dal 1945. Utile perché facilmente foggiabile a fibra per estrusione attraverso piccoli fori. Come già ricordato, “Belfe” è la prima azienda italiana a realizzare capi di abbigliamento con questo particolare filato, allora sconosciuto in Italia. La sicurezza e le performance che la plastica rende possibili hanno consentito a moltissimi sport di avere uno sviluppo ve-
ramente notevole. In Italia, l’autarchia aveva orientato la ricerca verso fibre alternative a cotone e lana – queste ultime in gran parte importate dall’estero – come il rayon, prodotto in Italia da “SNIA Viscosa” e da “Rhodiatoce” per “Belfe”. Le provvidenze governative per il settore tessile, poche e lente ad arrivare, erano state quasi interamente monopolizzate dal comparto delle fibre artificiali che si proponeva,
assieme a tutta la chimica, come settore propulsivo. Ciò costrinse a partire dai primi mesi del 1947 la Marzotto di Valdagno a una ristrutturazione produttiva: pur disponendo di attrezzature relativamente aggiornate rispetto al resto del comparto, gli impianti erano invecchiati e poco competitivi sui mercati internazionali. La ristrutturazione comportava inoltre un drastico ridimensionamento della mano d’opera occupata. Ricordiamo che nel 1947 era ministro del Bilancio il liberale Luigi Einaudi.




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