mercoledì 29 maggio 2013

RAINS, GOVERNMENT IS THIEF



PIOGGIA: Sintomo proverbiale di rapacità governativa, “Piove governo ladro!” è un detto nato nel Lombardo-Veneto, infatti l'illuminata stirpe di Maria Luigia aveva provveduto di risarcire ogni contadino con una moneta, per ogni giorno di pioggia, in quanto giornata di lavoro persa per “cause di forza maggiore”. L'annessione all'Italia ha trascurato questa forma previdenziale di stampo monarchico e i contadini diedero inizio allo slogan ancora (sic!) attuale.


Oggi piogge torrenziali imperversano in un'Italia geologicamente instabile, vittima di continue alluvioni ed esondazoni. E il governo è il responsabile principale ma non l'unico, il surriscaldamento globale è un tiranno più crudele del tempo, e nemico di tutti: restare uniti nel limitare sprechi ed emissioni di CO2 è la nuova rivoluzione non violenta ma necessaria.

sabato 25 maggio 2013

La stria del filo d'oro


Quando la stria del filo d’oro entrò nella sede dell’esclusivo club Bellesfemmes, apparentemente non era diverso dall’antro delle sue magie: caldo d’estate, gelido d’inverno e come se non bastasse in via Tempesta.
Allora le condizioni erano molto disagevoli: senza impianto di riscaldamento, si portava uno scaldino a brace nei giorni più freddi.
Ai piani alti non si facevano mancare lo Spirito di Vino tra copricapi per la pace e copricapi per la rovente guerra in Abissinia.
Il club Bellesfemmes è assai prestigioso e produce perfino regine fatte per coronare teste anziché esser coronate; e nel reparto lo stesso sindaco di Chesstown vuol dirigere.
Comincia da valletta, la Stria del filo d’oro, porgendo filo bottoni e tessuti per fare abiti, la cui richiesta aumenterà al punto di aprire una nuova sede in via Roma, dove andrà anche la nostra amica, oramai valente cucitrice sotto la guida di Ulisse, vero intenditor di donne che sanno tessere.
La gara di eleganza si fa sportiva: per la caccia blusotti in pelle, imbottiti di pelliccia e, anche senza la Tempesta, impermeabili in popeline e nylon dei colori più richiesti: rosso, blu, marrone, oppure grigio. Ce n’è per tutti i gusti, americani compresi che col popeline vogliono anche i pantaloni.
Ma senza i ferri del mestiere nulla si fa e la vediamo primeggiare in una gara di macchine da cucito e non serve andare all’autodromo di Monza ma se le belle femmine sono troppe qualche invidia nasce sempre.
Niente ombretto quella sera: gli occhi neri li fanno le colleghe sconfitte.
Come premio consolazione si organizza una gita per tutte alla fabbrica delle macchine da cucire, in attesa della prossima gara, perché la competizione non muore mai.
La magica arte della Stria va divulgata: servono giovani apprendisti e negli anni cinquanta si organizzano i corsi dove insegna proprio la stria del filo d’oro.
E per far vedere che i belli sono anche bravi, si allestisce uno stand alla Fiera campionaria di Padova con dimostrazioni dal vivo.
Alla fine di tutto ciò una festa lascerà alla memoria la magia della Stria dal filo d’oro.

mercoledì 22 maggio 2013

RESTI ITALICI

 
In adeguamento alle normative europee escono le quote rosa del bue che da' cornuto all'asino: la scrofa che dice porca alla vacca.
La povera Minni arrotonda l'esiguo stipendio di consigliera regionale della Gallia sfilando in costume da bagno? Lena Bonazza, consigliera regionale del Vento grida indignazione!
Colei che ha ben nutrito le casse di Chesstown con un premio alla cultura nel 2002 durante l'assessorato della professoressa Cooman, un genere di donna che non si fa problemi a rinfacciare a chiunque i motivi del suo incarico.

Cara Lena, se non dei gelosa della Cooman perchè dai tempi dell'affare Profumo, suo deretano è sceso troppo in basso, e la cosa ti fa stare meglio, chi se ne frega!

Egregia Consigliera, secondo la morale del vostro popolo, fare il doppio lavoro è un grande motivo di orgoglio, e se ben ricordo, l'unico nero che tollerate è un lavoro anch'esso, sempre e comunque, talmente tanto che siete stati i primi a darne ai famosi clandestini di cui ora avete l'indigestione e l'indignazione.
Considerato il fatto che lei non può dedicarsi allo sfruttamento indiscriminato del suo back a scopo di lucro come la Minni, amen, lei ha già fatto dell'altro: purtroppo noto che le sue scelte culturali sono inutili e dannose come il suo integralista bassano.

Brutto da vede
ma bon da lecar!

























sabato 18 maggio 2013

LUNIGIANA: FIGLIA DELLA SCHIFOSA?

Il sincero resoconto di Report del 5/5/2013 cita la Lunigiana come esempio di luogo in cui il turismo non è sufficientemente valorizzato.
Pochi infatti conoscono questa realtà dove la quasi assenza di servizi non è una novità e, date le premesse di una terra ormai storicamente povera, non è nemmeno una notizia.







Non solo i turisti si trovano in difficoltà, ma anche i suoi abitanti: lo dimostra la lunga tradizione di emigrazione che ha dato argomento a un Museo a Lusuolo, uno dei suoi più ridenti borghi. Senza contare il dissesto idrogeologico in grado di far disperare un tetto provvisorio anche a coloro che sono alluvionati, o di lasciare paesi isolati da strade continuamente interrotte per le frane. Cosa può far pensare ai giornalisti di Report che proprio la Lunigiana debba concentrarsi di più sul turismo quando in Italia ci sono zone molto più ricche e più centrali?



La stessa puntata lamenta molte lacune o sprechi in città come Milano, Ferrara...
Anche Bianca Torre ha visto sprechi ben più gravi di un comune che arranca a spalar neve, fango e fatica a gestire labirintiche stradine di montagna.
Avendo dovuto emigrare, come suo padre e i suoi amici, Bianca ha dovuto cercare luoghi dove c'erano già solide basi di posti lavoro, la città del suo nonno materno ne è un esempio, e non serve il baroco per capire che l'attuale incapacità di certi assessori “favoriti”, è stato l'inizio della fine di un'occasione persa, un museo aziendale di moda sportiva in una città già attrezzata per il turismo.
Perchè allora scegliere come attrice dello spreco di risorse questa Lunigiana, svuotata di tanti giovani come Bianca Torre e isolata volente o nolente dal resto del mondo?


Mentre gli operatori turistici (colleghi di Bianca Torre) sono in allarme (maltempo permettendo) e si scervellano in riunioni, i piccoli borghi cadenti attendono in silenzio e il fiume sembra scorrere impassibile. Bianca a tutto questo non assiste impassibile e ancora una volta l'aria fresca le dà respiro e il vento può essere una voce amica: immersa nei boschi riesce a pensare, a capire quello che vede un giornalista che fa tappa qui, nel suo tour di orrori italiani.
E ciò che sembra tuo, solo perchè ci sei nato, può essere di chiunque voglia fermarsi a guardare.


La Lunigiana non fa notizia per lo spreco, che in Italia ha già troppi concorrenti, piuttosto fa notizia la sua bellezza non comune cui le Cinque Terre e la Versilia farebbero ben poca ombra. E si, ci vorrebbe più impegno, più organizzazione, ma anche ammettere che, se persino un posto così meraviglioso rischia di scomparire nel fango dell'ignoranza, non è un report: è un RECORD!

 

L.O.

giovedì 16 maggio 2013

MEN EITHER

Man loving elegance in the sport



The long story of made in Italy remember us that beautiful has not sex:

BE EQUAL!

Men either can do fashion













sabato 11 maggio 2013

Before the toy boy, there was dolls: a toy for a special boy

Un ricordo speciale lo merita una persona che non c’è più. Si, anche i vivi meritano riconoscimenti e soddisfazioni, e qui si parla bene anche di chi c’è ancora. Il problema è dentro di noi: commemoriamo le persone speciali perché ci mancano, invece se muore uno stronzo non glie ne frega niente a nessuno, il quale è l’unico a commemorarlo (il signor Nessuno, intendo).
Since he was baby he had a gift: dressing dolls
Sempre ogni 2 anni in piazza scacchi introduce la partita Arlecchin Batocio e come il suo abito è fatto di pezze colorate, così anche un’azienda è fatta di tante persone, che vanno ascoltate e questo rende irrinunciabile raccontare la nostra storia.

"Sin da piccolo possedeva un dono: saper vestire le bambole; era capace, ricco di inventiva: un sarto in erba.
Ma nel dopoguerra esistevano ancora dei pregiudizi tali da creare sospetti sui suoi gusti in altra camporella…
Il piccolo o meglio, il basso –così lo chiamavano- non si perse mai d’animo: dopo il suffragio vestire le bambole non può essere appannaggio di poche!
Egli continuò a coltivare la sua arte ignorando i pettegolezzi, così gli va il merito di aver trovato nella vita la donna giusta per sé, e il giusto modello per tutte le altre nella professione."

mercoledì 8 maggio 2013

Remember today: A FREE PRESS FOR A FREE PEOPLE

BANCARELLA


Leggere la moda


  • Storia del costume e della moda in generale
  • Aspetti socio-culturali
  • Biografie imprenditoriali e company history
  • Libri di interesse iconografico
  • Cataloghi
  • Dizionari ed enciclopedie


STORIA DEL COSTUME E DELLA MODA IN GENERALE

N. Aspesi “Il lusso e l’autarchia: storia dell’eleganza italiana 1930, - 1944”; Rizzoli, Milano, 1982

N. Aspesi “Storia della moda”; TEA ed., Milano, 1993

Atlante dell’abbigliamento: L’evoluzione del modo di vestire attraverso 250 tavole e oltre 1500 personaggi”; Longanesi & Co., Milano, 1981. (Le strenne del bibliofilo)

N. Bailleux e B. Remaury: “Moda : usi e costumi del vestire”; Electa/Gallimard, 1996 (Universale Electa/Gallimard, Torino, 1987. Ed. italiana a cura di Martine Buysschaert)

G. Bianchino, Arturo Carlo Quintavalle: “Moda dalla fiaba al design: Italia 1951-1989”; De Agostini, Novara, 1989

Black Anderson, Garland Madge: “Storia della moda”; a cura di Mila Contini; Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1974.

G. Buttazzi. “Moda : arte/storia/società”; ricerca iconografica di Marilea Somare; Fabbri, Milano, 1981.

O. Calabrese (a cura di): “Il modello italiano. Le forme della creatività”; Skira, Milano, 1998.

M. Contini “La moda nei secoli” presentaz. di Emilio Pucci; Mondadori, Milano, 1965


C. Falzone Nelli: “La moda nella storia: all’Antico Egitto alla fine della Guerra fredda”; edizioni De Luca, Roma, 1995 (Colana culturale didattica per gli Istituti e lle Accademie d’arte)

C. Giorgetti: “Manuale di storia del costume e della moda”; Cantini, Firenze, 1992.

S. Grandi, A. Vaccari, S. Zannier: “La moda nel secondo dopoguerra”; Editrice CLUEB, Bologna, 1992.

Aa.Vv. “La moda italiana”, Electa, 1987, 2 voll.

La moda italiana: dall’antimoda allo stilismo”; a cura di Grazietta Buttazzi; Alessandra Mottola Molfino; Arturo Carlo Quintavalle; Electa, Milano, 1987

Mode in Italy, 1946 – 198:. 40 anni di Stile Italiano”; a cura di M. Mininni; Roma, 1987

E. Morini: “Storia della moda : XVIII-XX secolo”; Skira, Milano, 2000

D. Mormorio: “Vestiti: lo stile degli italiani in un secolo di fotografie”; Laterza, Roma – Bari, 1999; (I Robinson: Letture)

L. Settembrini (a cura di): “1951 – 2001. Made in Italy”; Skira, Milano, 2001

G. Vergani: “La Sala Bianca: nascita della Moda Italiana”; a cura di Giannino Malossi; progetto grafico Italo Lupi; Electa, Milano, 1992

ASPETTI SOCIO-CULTURALI

R. Barthes: “La crociera del Sangue Blu”, in “Miti D’oggi”; Paperbacks Lerici, Milano, 1966, pp. 29-30

D. Calanca: “Storia sociale della moda”, Bruno Mondadori Milano, 2002 (Campus. Manuali)

Classicismo e Libertà” ; AA. VV.; Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1992. (Idee di moda collana a cura di Grazietta Buttazzi e Alessandra Mottola Molfino)

V. Codaluppi: “Che cos’è la moda”; Carocci ed., Roma, 2002; (Le bussole: 78, scienze sociali)

P. Colaiacono e V. C. Caratozzolo (a cura di): “Mercanti di stile: la cultura dellla moda dagli anni ’20 ad oggi; Editori Riuniti, Roma, 2002.

A. Corbin: “L’invenzione del tempo libero (1850 – 1960)”; Laterza, Roma – Bari, 1996

G. Dorfles: “Moda e modi”; Mazzotta, Milano, 1979.

G. Dorfles: “La moda della moda”; Costa e Nolan, Genova, 1984.

F. Fabrizio: “Storia dello sport in Italia: dalle società ginnastiche all’associazionismo di massa”; Guaraldi, Firenze, 1977

Levi Pisetzky R.: “Storia del costume in Italia” Milano, 1974

Levi Pisetzky R.: “Il costume la moda nella società italiana” Einaudi. Torino, 1978

Mandelli R. D.: “Storia culturale dello sport”; Laterza, Roma – Bari, 1989

G. Marangoni: “Evoluzione storica e stilistica della moda”, SMC, Opera; 3 vol.

La moda” = “Die mode”; Georg Simmel; a cura di Lucio Perrucchi con uno scritto di Gyorgy Luckàcs; SE, Milano, 1996. (Piccola Enciclopedia; 117)

La moda e il revival” ; AA. VV.; Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1992. (Idee di moda collana a cura di Grazietta Buttazzi e Alessandra Mottola Molfino)

Gianni Puglisi “I modi della moda”; Palermo, Sellerio, 2001. (Il divano, 174)

P. Soli: “Il genio antipatico. Creatività e tecnologia della moda italiana 1951-1983”; Mondadori, Milano, 1984.

P. Soli, S. Salaroli: “Moda: l’immagine coordinata: corporate identity”; Zanichelli Bologna, 1990

P. Sorcinelli, F. Tarozzi: “Il tempo libero”; Editori Riuniti, Roma, 1999

Studiare la moda: corpi, vestiti e strategie”; a cura di Paolo Sorcinelli in collaborazione con Alberto Malfitano e Giampaolo Proni; B. Mondadori, Milano, 2003; (serie Campus).

BIOGRAFIE IMPRENDITORIALI E COMPANY HISTORY

Arnaldo Camuffo; Romano Cappellari: “Forall - Pal Zileri: la tradizione come strategia”; UTET, Torino, 1997

Paolo Crestanello “L’industria veneta dell’abbigliamento: internalizzazione produttiva e imprese di subfornitura”; Franco Angeli, Milano,1999

Beppe Donazzan: “Una vita a colori: Angelo Carlo Festa e la Belfe”, Marsilio, Venezia, 2002.

Giovanni Luigi Fontana: “Mercanti, pionieri e capitani d’industria: imprenditori e imprese nel vicentino tra ‘700 e ‘900”; Pozza, Vicenza, 1993

Jonathan Mantle: “Benetton”; Sperling e Kupfer ed., Torino, 1999; (La vita delle imprese)

LIBRI DI INTERESSE ICONOGRAFICO

Umberto Brunelleschi: “Illustrazione, moda e teatro (1879 – 1949)”; introduzione di Cristina Nuzzi; Franco Maria Ricci, Milano, 1979. ( [Iconographia] )

M. Brusatin: “Storia delle immagini”, Pbe Einaudi, Torino, 1995

Polly Devlin: “Vogue 1920 – 1980: Moda, Immagine, Costume”; Milano, 1980.
Aurora Fiorentini Capitani, “Moda Italiana Anni ‘50-’60”; Cantini: Firenze, 1991. (Album Cantini a cura di Giovanni Fanelli)

Lucio Ridenti: “Cavalcata delle stagioni”; Omnia editrice, Milano, 1962

Vanitas: Lo stile dei sensi”; Gianni Versace; Omar Calabrese [et al.]; Leonardo, Milano, 1991

CATALOGHI

Alta Moda. Grandi abiti da sera degli anni ’50 – ’60”; a cura di D. Davanzo Poli e M. Tosa; Venezia, 1984


Cinquant’anni di moda”, catalogo a cura di B. Giordani – Aragno; Roma, 1985

D. Davanzo Poli e M. Tosa (a cura di): “Alta Moda. Grandi abiti da sera degli anni ’50 – ’60”, Venezia, 1984

Fashion History” in italiano = “La moda:Storia dal XVIII al XX secolo”, Kyoto Costume Institute; Akiko Fukai; Taschen, Koln, 2003. (Moda e Design)

Figure di un’epoca 1900 – 1961: mostra moda stile costume”; Edizioni d’arte Fratelli Pozzo, Torino, 1961


DIZIONARI ED ENCICLOPEDIE

Sabina Anna Canonica:Dizionario della moda”; Sugar Co, Milano, 1994.

A. Evangelista: “La moda: dizionario monografico dell’abbigliamento”; MEB, Padova, 1986

Dizionario della moda”; a cura di Guido Vergani; caporedattori (edizione 1999) Franco Belli, Cristina Brigidini; caporedattore (edizione 2003) Raffaele Golizia; consulenza Maria Pezzi; Gianluca Cantaro; redazione aggiornamento voci Maria Vittorio Alfonsi ... [et al.]; Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2003

Ludmila Kybalovà; Olga Herbenovà; Milena Lamarovà “Enciclopedia illustrata del costume” Librerie Accademia S.p.A., 1977. Ill.

Ludmila Kybalovà; Olga Herbenovà; Milena Lamarovà “Enciclopedia illustrata della moda”; La Pietra, Milano, 1969. ill. color.

Georgina O’Hara: “Dizionario della moda : I protagonisti, i movimenti, il segno, le parole: tutto ciò che fa moda dal 1840 ai giorni nostri” = “The Encyclopedia of fashion”; edizione italiana a cura di Rossella Panuzzo e Jacopo Valli; Zanichelli, Bologna, 1990




sabato 4 maggio 2013

BellesFemmes


Come nascono le Bellesfemmes

Numerosi cittadini di Chesstown hanno lavorato alla Bellesfemmes, ma per ricostruire gli inizi si doveva cercare persone molto anziane e alcune nel frattempo se ne sono andate. Bianca e sua madre hanno dedicato interi pomeriggi ad ascoltare dei dipendenti che sono diventati memoria storica. Hanno visto una disponibilità e un orgoglio che non è stato tramandato in un luogo dove si predilige la produttività alla riflessione.
Per converso il momento di lavorare sodo e produrre in tempi strettissimi è già passato e la moderna Cina sapendo di essere concorrenziale in questo aspetto, aveva già da tempo investito nel tessile, come dimostrano numerosi articoli del Sole24ore.
Infatti è stato lo stesso governo cinese a incentivare, anche a fondo perduto, un’industria quasi inesistente, poichè credeva, a ragion veduta, in un settore nel quale ha preso velocemente piede nel mercato mondiale.
La moda italiana prima degli anni ‘50 ha sofferto delle continue guerre e la mancanza di materie prime. Da non dimenticare i sandali di Ferragamo col tacco in sughero, materiale tipicamente autarchico e a cui Natalia Aspesi dedica la copertina del suo libro “Il lusso e l’autarchia”.
L’economia italiana era traballante proprio a causa delle continue guerre e le industrie aspiravano alle commesse statali per poter sopravvivere. In quel momento era indispensabile dimostrare di fare prodotti di qualità anche nei capi militari.
Finita la guerra si riprendeva facendo abiti civili: confezioni e abbigliamento.
Una volta attrezzati per questo tipo di manifattura Bellesfemmes è in grado di decollare riuscendo a collaborare con i sarti che presentavano le collezioni alla Sala Bianca di palazzo Pitti e successivamente esporterà direttamente negli Stati Uniti.
Fino agli anni novanta non conosce crisi e il suo esempio meritava di convincere i parenti reticenti di Bianca Torre a risvegliare l’attenzione per uno dei protagonisti di questa insolita Company History.




Entrano trionfali con sgargianti costumi
Ma ricordate che l’abito non fa il monaco

mercoledì 1 maggio 2013