sabato 30 marzo 2013

Remember remember, the Fifth of November

Una delle due zie di Bianca, Bianca Regina, andò in vacanza al mare con un suo vecchio socio. Una sera, mentre dormiva in un bungalow sulla spiaggia, Oceano Indiano la chiamò e quando furono soli l’uccise annegandola.
Tutti sapevano chi era stato, ma passò molto tempo prima che i famigliari fossero avvisati.
La sventurata soffriva di disturbo bipolare, per fortuna era in quella fase in cui risparmiava enormemente. I più maligni dicevano che le ricchezze accumulate derivavano da una piccola forma di cleptomania.
Intanto il Re Nero era penetrato nella casa della defunta, in cerca di documenti utili che lo porteranno a fare un misterioso viaggio a Lugano, in una banca dove forse si trovavano dei depositi. Una volta tornato dirà ai fratelli di non aver trovato che pochi spiccioli.
I gioielli e le pellicce di Bianca Regina venivano già regolarmente trafugati dall’altra sorella, Nera Regina, quando ancora era in vita, per alimentare quella competizione tra donne, cui neanche l’invenzione della Barbie e dei suoi accessori potrebbe tener testa.
Sembra strano ma quando Ken diventa carne ed ossa la cosa rischia di sfuggire di mano! Meglio che le bimbe si tengano quello finto ancora un po': i canini da latte potrebbero non essere abbastanza appuntiti.
La nostra Bianca aveva appena finito l’università, sua madre, preoccupata per il delicato momento economico delle due, osò chiedere di venire liquidata della quota di casa.
L’altra sorella voleva arrogarsi il diritto di continuare a occupare l’intera casa a titolo gratuito anche se oramai era già divisa in due.
Ma come già accennato, la madre di Bianca aveva altri due fratelli, anche loro coproprietari. Il Re Nero era già da tempo indebitato, per la difficile professione di Architetto non immobiliarista, che consiste nel fare case che non si vendono e capite l’onere di questa etica impagabile.
Inoltre era riuscito a far sottoscrivere molto tempo addietro, con la Banca Popolare della sua città, un’ipoteca sull’immobile, in assenza della madre di Bianca,  per sanare una piccolissima parte dei suoi debiti.
L’altro fratello era Père Goriot, un personaggio la cui figlia, spendeva quello che voi precari guadagnate al call center in un mese, per vedere Paganini: ma non quando suona il violino o si toglie la calzamaglia, bensì per indossarla la calzamaglia. Ah! l’erotismo del vedo non vedo…
Père Goriot aveva già chiesto un prestito tempo addietro alla sorella morta, che a sua volta, non fidandosi della solvibilità, preferì segnarlo come acquisto di parte della sua quota di casa. Ma al fratello restava ancora una percentuale di proprietà.
Tale famiglia era vagamente sul lastrico e Bianca, giovane parsimoniosa e guadagnava qualcosa con le borse studio, sospettò di essere stata adottata.
Le venne spiegato che forse somigliava al nonno, un capace economista, che aveva contribuito a creare un’industria fiorente nella sua città: Chesstown.

mercoledì 27 marzo 2013

ogni riferimento a cose o persone è puramente casuale?!





Ecco la storia di una persona: non sempre si parla di persone nelle storie ma sono codeste a renderle tali. Alcuni scrittori amano concentrarsi sui personaggi piuttosto che sulla trama, non perché eruditi di psicologia, ma perché spesso sono proprio loro a creare gli eventi.
Ci sono i potenti che vogliono fare i destini, i rassegnati che si dedicano al lavoro, agli amici in difficoltà, per scordare i propri problemi, ci sono i ribelli e i rivoluzionari, eroi di tutti, che ci donano la forza di lottare per la realizzazione dei nostri sogni e, a volte, ci sono anche i delinquenti della peggior specie; quelli che sembrano cavarsela sempre e non pagarla mai.
All’inizio questa sembra la storia di una città, delle sue tante persone, del loro lavoro e delle bassezze che dona il denaro. Ma in realtà le bassezze andranno avanti senza che nessuno ci faccia caso tante se ne vedono ogni giorno. La cosa migliore è lasciare questa città affogare nella sua melma, e magari trovare un paesino tranquillo, dove godersi la stessa natura incontaminata che i nostri antenati abbandonarono emigrando in cerca di fortuna


 La protagonista di questa storia si chiama Bianca Torre.
 E’ un nome caratteristico della città, da cui proviene la sua famiglia materna, che ancor oggi vive lì.
Bianca non è ricca, viene da un posto sperduto nella campagna di cui ricorda solo di voler dimenticare. Ci viveva perché sua madre, la signora Torre, aveva due sorelle viziate e capricciose: Bianca Regina e Nera Regina, le quali occupavano la casa natale, senza pagare nemmeno l’affitto alla madre di Bianca, tanto che quest’ultima aveva preferito vivere altrove anzichè assistere sempre ai loro feroci litigi. La conseguenza fu che le due decisero di dividersi la casa chiamando uno dei due fratelli, il Re Nero, per ampliarla. La signora Torre e l’altro fratello non vennero nemmeno interpellati, tanto Re Nero era sicuro di stupire tutti con la sua maestria di architetto. Lo stupore fu tutt’altro che positivo e dice il detto: “Chi sa fare, fa; chi non sa fare insegna” per questo motivo il Re Nero si diede alla carriera universitaria.
Anche i vicini notarono il capolavoro: infatti, dato che violava una parte del loro confine, intentarono una causa, vincendola e ottenendo un risarcimento in denaro e la cessione di alcune stanze.
Re Nero si può definire un architetto d’avanguardia, che ha anticipato di trent’anni la “abitazione da condono edilizio”, e può oggi ascendere all’Olimpo dei grandi guru, capaci di progettare opere i cui costi di costruzione, sono assai inferiori al loro mantenimento, come lamentano oggi, sui giornali, certe prestigiose istituzioni, colpevoli della malaugurata vanità di ingaggiarli.

sabato 23 marzo 2013

Mrs. Williams


MRS. WILLIAMS
I was the milliner
Talked about, lied about,
Mother of Dora,
Whose strange disappearance
Was charged to her rearing.
My eye quick to beauty
Saw much beside ribbons
And buckles and feathers
And leghorns and felts,
To set off sweet faces,
And dark hair and gold.
One thing I will tell you
And one I will ask :
The stealers of husbands
Wear powder and trinkets,
And fashionable hats.
Wives, wear them yourselves.
Hats my make divorces –
They also prevent them.
Well now, let me ask you :
If all of the children, born here in Spoon River
Had been reared by the County, somewhere on a farm;
And the fathers and mothers had been given their freedom
To live and enjoy, change mates if they wished,
Do you think that Spoon River
Had been any the worse ?


From Spoon River Anthology
Edgar Lee Masters, 1915

mercoledì 13 marzo 2013

amicizia


L’avventura con Falcone è conclusa ma il leone già osserva due bambini intenti ad ammirare lo stemma della città: in lui troveranno una guida preziosa che li farà sognare di una sfida che si è conclusa nell’ amicizia.





sabato 9 marzo 2013

fiori di ciliegio


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I due amici si salutano e il falcone riprende il suo volo verso il Castello Superiore e scopre un edificio nei suoi pressi: è il Museo Ornitologico. Il suo padrone hippy non vedendolo più si è fatto una collezione di uccelli impagliati per solitudine ed ha fondato un gruppo che ha ristrutturato l’edificio dove è sorto il museo.
Spicca un ultimo volo intorno al cielo di primavera e posa il suo sguardo sulle colline imbiancate dai fiori di ciliegio. Rimane incantato su di un ramo fino a che non tramonta il sole ed è ora di tornare al nido. 

 

venerdì 8 marzo 2013

Mary Quant


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QUANT, MARY: merita di essere considerata una delle stiliste più all'avanguardia della storia: nel 1963 inventò la minigonna inaugurando, oltre che un nuovo decennio una nuova era. Le moderne giovani lottano con le madri per vestirsi come cinquanta anni fa, poiché la libertà di circolazione delle idee, come delle donne libere di vestirsi, è una guerra che non lascia tregua.
Buon compleanno mini! 




 

mercoledì 6 marzo 2013

Libri


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Sopra il Borgo c’è il monastero medievale divenuto poi convento di San Sevitiano, che si può vedere da vari punti di Chesstown.

Non è ancora sera. Il leone fa un grosso sbadiglio e torna sopra la colonna di Piazza degli Scaracchi.

“C’è una torre bianca che non hai ancora visitato, il Riposino, così chiamata perché custodisce il sonno dei libri della biblioteca di Chesstown. L’Angelica Serafina, per paura che qualcuno li leggesse e svegliasse la creatività dei giovani, li ha addormentati tutti, eccetto l’opera originale del famoso Prosperoso Alpinista, proiettato direttamente in un’altra dimensione poiché da questa risulta scomparso.”

Gli spacciatori sono più furbi: i libri li ignorano e sedano le intelligenze sovversive con pastiglie colorate, dimostrandosi abilissimi nella presentazione del prodotto.


La vicina biblioteca di Schifo vorrebbe averli assunti prima, infatti molti di loro hanno fatto il tirocinio là, ma lavoravano praticamente gratis, nonostante il comune di Schifo avesse appena ereditato una grossa somma da un ricco anziano che era riuscito a circuire. Ora si spendono cifre da capogiro per far arredare la biblioteca all’architetto figo.

domenica 3 marzo 2013

fantasmi sotto la Torre


FIORI BIANCHI ‘92

La sera mi sta accanto
Ormai ci sono immersa
Le stelle brillano
E quella luce fioca
Del sole che scompare
Ora l’hanno le bianche ortensie.
Nella notte i fiori bianchi splendono
E illuminano tutto il giardino,
Risaltano,
Come una silenziosa Bianca
dama
Che appare a chi l’ama.
Spazza via nel buio tutto ciò che non è lei.
Fiori bianchi
Passione che si schiude.
Solo di notte
Compare la loro magia.

sabato 2 marzo 2013

tradizioni


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Siamo così arrivati al Borgo, rimasto invariato nel tempo; qui si può ammirare la Pieve di Sarta Maria, la più antica di Chesstown. Nonostante ciò, il portone di accesso, in bronzo, è un’opera contemporanea che ci fa scoprire la tradizione artistica ancora viva qui a Chesstown. Il suo autore ha creato con la terra di questi luoghi un grande pannello in ceramica con cui racconta la storia di questa città.

Dalla Pieve si scorgono non lontano una fila di alberi e un verde prato: è il Campo Marzio o Campo di Marte.

Un tempo era accampamento militare romano, ora è molto amato dai ragazzi perché in primavera e in autunno accoglie un parco divertimenti per le feste tradizionali del Sfigato Lorenzino e della Fiera di Sarto Simeone, con un’esposizione di prodotti per l’agricoltura e per l’allevamento.