mercoledì 27 febbraio 2013

Caffè alpinista


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Una delle tante ville degli inizi del novecento reca una lapide, che ci indica dove nacque ed abitò Prosperoso Alpinista, il personaggio divenuto famoso prima ancora che il suo cognome fosse dato alle gloriose Forze Armate di queste zone, anzi tutti lo disprezzavano a Chesstown e Prosperoso pensava fosse per l’acne.
In una primaverile giornata di sole si laureò alla facoltà di medicina di Padova e si accorse che l’acne era scomparsa, in tal modo capì cosa veramente non andava in lui: era un uomo di cultura!
“Chesstown non ha bisogno di queste cose poco pottabili!”- gli dissero e il nostro grande amico Prosperoso viaggiò, non tanto per dimenticare, piuttosto per fare nuove esperienze e provare nuove sostanze, oggetto delle sue ricerche. Fece anche un piccolo trip in Brasile, utile a fargli capire che nella sua terra i bamboccioni erano anche troppi, tanto da decidere che l’estratto di maggior successo sarebbe stato un eccitante e divenne il primo a portare in Europa la pianta del caffè.
Da allora in tutto il Nordest le persone lavorano ad un ritmo frenetico… se va avanti così avremo una crisi di sovraproduzione!


sabato 23 febbraio 2013

Liberty d'espressione

Un periodo assai fiorente per Chesstown, grazie all’industria della paglia, risale agli inizi del’900, un’epoca che vide la costruzione di numerose ville liberty.

Tuttavia, qualcuno pensa che lo stile in sè abbia qualcosa che non va per questo fuori delle mura una villa di quel periodo si ritrova invenduta e disabitata da decenni. Forse per la posizione, due case, in centro sono state restaurate in modo da rispettare più le scelte dei padroni che i canoni liberty.

In una vediamo una singolare forma di pubblicità occulta nel rispecchiare molto più i gusti dei gelati venduti dal proprietario che quelli dell’epoca. Il noto copywriter Domenico Colella potrebbe pensare che le sue “idee fresche di giornata” hanno un degno rivale!

Un altro edificio, adibito ad ospitare studi medici, si procura nuovi pazienti tra i passanti che si imbattono negli allucinanti colori delle sue mura.

Più di un’allucinazione è meglio definire un sogno infranto di nome e di fatto, il famoso “cinema teatro Politeama”.

Sopravvivono i buffoni, gli arlecchin batocio e i politicanti (scusate la tautologia), ma non i loro palcoscenici, obsoleti di fronte alle continue mutazioni genetiche.

In medio stat virtus” pertanto i nuovi architetti, con la precarietà delle loro opere sembrano abbastanza moderni da adattare la loro scienza ai tempi che scorrono via tra alluvioni.

In fondo cos’è un’infiltrazione confrontata con uno tsunami?

Arte che imita la natura senza eguagliare la sua maestra!

Quindi il Politeama scomparso si è con umiltà ridotto in mille e più calcinacci che per tre giorni ci hanno fatto vivere una nebbia primaverile, ma questo, come il Vajont e Sarno, sono acqua passata…


mercoledì 20 febbraio 2013

ARTI E CORPORAZIONI


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L’artigianato a Chesstown ha origini remote: già nel medioevo la tessitura della lana, l’arte dei vasari, la lavorazione del legno e del ferro battuto erano attività fiorenti. Le mie ali protessero questa città con una lunga e duratura pace consentendo uno sviluppo prodigioso delle sue arti e corporazioni sotto le insegne di Venezia.



sabato 16 febbraio 2013

...SSS IN ERBA

Dimostrando più intraprendenza, l’ecomuseo della frazionocina di Crociara ha ingaggiato un giovane architetto meritevole di aver vinto un premio locale per la ristrutturazione dei suoi spazi. Così nell’ambientazione rurale è stato inserito un giovanile mobilio blu elettrico in formica: le formiche sono indispensabili alla catena alimentare, spazzine dei prati, ma un accento non ne fa per forza un ecomuseo…









Ragazzettina
che fate la treccia
me ne fareste voi,
un par di braccia?
Vo' fare il cappellino
alla bertuccia








Questa innovativa frazione di Chesstown ha affidato alla stessa persona il restauro di uno dei primi asili progettati in Italia secondo criteri di risparmio energetico e ritenendo disastroso il progetto iniziale ha preferito lo storico catrame al tetto di erba, oggi molto in voga nel Trentino, regione limitrofa.




mercoledì 13 febbraio 2013

TANDEM


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TANDEM: avverbio latino adatto alle ciliegie cui nessuno resiste quando si possono gustare a due a due. E il gusto di accoppiare persone e idee ci viene con l'invenzione del biciclo omonimo. Dare le spalle non è più questione di eleganza e neppure una manifestazione ecologica: attenti ai parassiti! Non solo il DDT avvelena il pianeta, ma anche gli sfruttatori della peggior specie. Perciò vi metto in guardia: se salite in tandem, guardatevi dietro: sarete bollati come nostalgici e reazionari, ma l'esperienza insegna: pedalare con gli altri può dividervi dal vostro utile con la scusa del dilettevole.

sabato 9 febbraio 2013

...SSS...


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PUBBLICITÀ DI CAPPELLI
“La paglia – aggiunge Leone- divenne una grande fonte di ricchezza. Ma proprio nella prima metà del secolo scorso questo prodotto fu meno richiesto e le fabbriche cessarono la loro attività.
Oggi c’è un Museo che ha raccolto molti di questi oggetti, anche se mi chiedo se dal tempo delle invasioni barbariche ci sia stato un progresso: i barbari direbbero certamente di si. Chi come me, piuttosto di un barbaro si considera ancora italiano, nonché cittadino di un’Europa civile e pacifica, spero voglia tentare insieme a tutti noi di aver cura della propria storia, a dispetto dei tarli che forse non divorano la paglia, ma anche di lucertole, scarafaggi, lepismi, magari topi che sanno opportunamente sparire al nostro arrivo del tutto casuale.
Essi popolano volentieri un museo che toglie anziché dare, il prestigio e la bellezza che questa antica manifattura merita.
Possiamo essere ancora orgogliosi della paglia di Chesstown? Questo museo non ha l’eleganza e la professionalità che gli antenati chesstowncensi hanno dato a questa importante attività e che il dott. FLocs in particolare, ha portato in una fabbrica di cui possiamo fregiarci a livello internazionale: la BellesFemmes.
Oggi, la si considera a ragione la vera continuatrice della tradizione della paglia di Chesstown.
Non credo che si possano restaurare i cappelli di paglia, ma so che qualsiasi oggetto in quanto opera della creatività e dell’ingegno umano merita di essere conservato il più possibile nel suo stato originario.
Figuriamoci poi tutti i documenti cartacei, fotografie e macchinari che ci fanno risalire a una storia della tecnica che acquista ogni giorno sempre più interesse.
Anche la salute dell’uomo ci insegna che prima di curare è meglio prevenire.
Preservare le manifatture del museo da un rapido decadimento aiuterebbe l’intera città ad avere un’istituzione di cui essere orgogliosi ancora per molto tempo. Per questo un progetto specifico che studi le necessità per la conservazione della paglia, ed allo stesso tempo offra i minimi parametri che un edificio museale deve avere a tale scopo, diventa di urgentissima attuazione.
E’ indispensabile offrire alle nuove aziende, che sono sorte anche di recente, in ambiti analoghi, una giusta testimonianza di un’esperienza lavorativa in loro congenita, e che è stata il punto di partenza di tante che hanno cercato di convertirsi anche in altri settori.
Se in questa opportunità che diamo loro, ci fosse una reciprocità, naturalmente il loro contributo sarà sempre ben accetto.

giovedì 7 febbraio 2013

HAT MOVIES

You can leave your hat on”, dicevano Piccoletto dal Masso e Joe Cocker, prima ancora i romantici ritratti di Lucy Locket facevano del cappello un accessorio unisex da interpretare con grande femminilità. Versatile fin dalla materia prima, ancora oggi Bianca Torre piega il suo cappello di paglia nella borsa per la spiaggia, e anche noi speriamo di goderci il sole della Versilia, oggi quando sfileranno i carri mascherati lungo la Costa dei Barbari per il Carnevale di Viareggio.

Il segreto degli accessori è di fornire un dettaglio per distinguerci, Bianca Torre cercherà qualche idea nella sua collezione di Hat movies.



HAT MOVIE 1 LIASONS DANGEREUSES 

 HAT MOVIE 2 MARIE ANTOINETTE


HAT MOVIE 3 GONE WITH THE WIND
 
HAT MOVIE 4 SENSE AND SENSIBILTIY

 HAT MOVIE 5 MY FAIR LADY

 HAT MOVIE 6 THE FRONT PAGE

HAT MOVIE 7 COCO CHANEL

HAT MOVIE 7 TO CATCH A THIEF

HAT MOVIE 8 GUESS WHO'S COMING DINNER

HAT MOVIE 9 DREAMS

sabato 2 febbraio 2013

Strange Straw Stories

Il cappello di paglia, Peter Paul Rubens
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I due amici attraversano Port’Ano, una delle quattro porte della città che si chiudevano in caso di assalto.
Intanto Falcone vede un ciminiera alta e rossa: “Cos’è?” Leone spiega che si tratta di una importante testimonianza dell’industria della paglia:
C’era una volta una ragazza molto brava e diligente che voleva studiare a Cambridge e fare carriera all’estero. Sia lei che il suo fidanzato Piccoletto dal Masso erano poveri in canna perciò la ragazza accettò un lavoro part-time in un Night club come ballerina di lap-dance facendosi chiamare “Gattina”.
Piccoletto continuava ad avere lavori saltuari e, non riuscendo a sposarla, la gente del paese cominciò ad attribuirgli fama di donnaiolo vista la sua relazione con l’ormai compromessa gattina.
Esasperato dai pettegolezzi emigrò nel terzo mondo dove con poca spesa lavorava e si manteneva.
Qui apprese dagli indigeni l’arte della lavorazione della paglia per fabbricare cappelli e borse.
Un Natale tornò a trovare “Gattina”, e avendo l’idea metter su un’impresa della paglia si recò alla Banca Popolare di Chesstown ma gli rifiutarono il prestito perché si era già indebitato facendo da loro degli investimenti nei bond Argentina.
Così pensò di andare proprio nel Sudamerica a creare opportunità di occupazione. Le banche del microcredito furono ben disposte a finanziarlo e con poca spesa comprò un campo dove seminare il grano da paglia.
Insegnò ad alcune donne come fare i pacchi di treccia fine fine che andava cucita per fare borse e cappelli.
Il primo modello lo regalò a “Gattina”, lei lo indossò in uno dei suoi spettacoli con grande successo.
Presto tutta l’Europa voleva i suoi prodotti e la fortuna sorrise a Piccoletto che impiantò nuovi stabilimenti a Chesstown, così lui e “Gattina” si sposarono.
Intanto a “Gattina” era passata la voglia di studiare per trovare un lavoro rispettabile pertanto con i suoi risparmi decise di comprare una quota del Night dove lavorava, diventando membro del consiglio di amministrazione poteva sfogare le sue frustrazioni sui consulenti laureati che aveva assunto. Da allora i consiglieri vennero definiti “coniglieri” e “conigliette” ricordando il terrore che tra loro seminava la feroce “Gattina”.