mercoledì 28 agosto 2013

MODA, NON MODA: gli imitatori

IMITATORI
Gli imitatori, vogliono essere alla moda come una regola di vita da non infrangere, inutile sottolineare come sia tipico degli adolescenti di oggi questa intransigenza che soddisfa il loro bisogno di appartenere a un gruppo. Così anche in tempi di crisi abbiamo chi spende i suoi guadagni per un “must have” come per un bisogno di prima necessità; forse perchè la vera gratifica di ciò, è più spirituale che materiale, come lo zucchero nel caffè, che però ingrassa!

domenica 25 agosto 2013

MODA, NON MODA...



Siete dei creativi a cui piace lanciare le mode o vi lanciate nel negozio più up-to-date della città? Siete dei trendsetter o resettate il trend ogni stagione? Oppure vi date direttamente all'antimoda con un abbigliamento che osa contestare le dure leggi del mondo fashion? Qualcuno non resiste, qualcun altro si conforma, altri vorrebbero che la moda li lasciasse uscire ogni mattina coi capelli arruffati, senza accorgersi che, solo i più glamour riescono a gestire l'artefatta “sprezzatura,” scoperta dal Della Casa.
Secondo lo psicologo Marc-Alain Descamps possiamo distinguere in quattro categorie diverse le persone, in base al loro atteggiamento verso la moda.
Dategli un'occhiata: potrebbe essere un utile test per scoprire come il vostro stile è influenzato dalle tendenze.

LANCIATORI
Ne è un esempio Olivia Palermo che indossa le ultime novità con immancabile tocco personale, è ammirevole il suo modo di proporre le strisce, improponibili ancora oggi per chi rischia di accentuare traboccanti curve. E la personalità di Olivia è abbastanza eccentrica per osare senza temere chi, non essendo pronto a tutto come lei, ne resta sconcertato: sicura di sé nelle sue scelte, convince le fashion victim della sua infallibilità.
Ritengo molte fashion blogger delle lanciatrici, proprio per questa funzione di proporre le ultime novità ai followers anche se borderline con gli imitatori, sono le prime a seguire la moda ma sempre le prime ad abbandonarla per una nuova.

mercoledì 21 agosto 2013

MODE SENZA CORONE, SENZA CINTURA


A' MODA C'A'FUNE

CAFONE: è una moda senza corona e senza cintura. Il popolo di Fefè ha arricchito la lingua italiana della parola “Cafone” aggettivo sprezzante verso chi tiene i pantaloni con una fune perchè troppo indigente per la cintura.  Questo non le ha impedito di diventare il must have di chi rifiutava la vita mondana per far voto di povertà. Infatti i frati ancora oggi stringono alla vita il loro scialbo saio con una corda, limitandosi ad aggiungere le tre annodature per distinguersi. Al giorno d'oggi i nuovi governanti dismettono la cintura per concedersi il nuovo lusso di stare a braghe calate nelle fastose camere. L'italiano ha un neologismo: MANC'A'FUNE!

Moda mixata: il crocifisso è rock-pop, la fune è un classico, il saio è tessuto naturale non ogm molto ecochic, oltre al nero, sobrio ed elegante, abbiamo anche il marrone cappuccino, più leisure.



mercoledì 14 agosto 2013

C'era una volta il cerone

Vestire le bambole è stato un piacere, pettinarle è un passatempo, truccarle è una vera opera: l’assicurazione di essere ben truccate è il lavoro di Tourandot.
Sulla sua pelle non manca mai uno strato di ceron, quanto basta per farsi notare da un’intera platea.
C’e chi assicura la macchina, la casa, un quadro di valore o un gioiello, perché non assicurare la tenuta perfetta del fondotinta o del vostro eyeliner? La nostra identità va in crisi se si scioglie la maschera che portiamo… forse il problema è meno superficiale di quanto crediamo: “conosci te stesso”!

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sabato 10 agosto 2013

Provate col Diesel!

In fine, se i cittadini di Chesstown intendono ancora crogiolarsi nel rimpianto successo della BellesFemmes, visto che è stato narrato anche l’inenarrabile, non abbiamo abbastanza alcool. Provate col Diesel



mercoledì 7 agosto 2013

THE SHOW MUST GO ON


Di tanti impiegati che hanno fedelmente servito la BellesFemmes non dimentichiamo i figli non laureati del dott. FLocs: cominciamo con Père Goriot, eccellente contabile almeno per quanto riguarda i propri interessi: diffida Bianca dall’aprire un’attività in proprio per poter lavorare, ma le vende una casa che non renderà nulla.

Tuttavia per distribuire le colpe, resta fedele al personaggio di Balzac, lasciando scialare tutto alle sue donne, che posano da vestali dell’arte drammatica con l’inevitabile conseguenza di offrire uno spettacolo di pura comicità.

Il trio riesce ad avere successo rappresentando “La leggenda di Al, Do e Capone” in cui il Capone viene magistralmente interpretato da chi “tiene i coglioni nella borsetta della moglie”, 

                utile definizione tratta dal film “L’erba del vicino…” con Tom Hanks.

Alla Regina Nera tocca l’ufficio acquisti, data la lunga carriera di spendacciona già avviata, al punto da conferire il suo colore preferito anche al bilancio della ditta.

Si può definire meteora la Regina Bianca, successivamente all’incontro-scontro col dott. Holiday jr., altro socio di Bellesfemmes, se ne va in giro per il mondo trasformando la nobile arte dello shopping nel mestiere di buyer, fino a che innamoratasi del mare e del sole del Brasile, si trasferisce a Rio de Janeiro dove intraprenderà nuovi importanti affari.





L’esordio è stato sufficiente a capire perché il primogenito di FLocs rimane escluso dalle vicende Bellesfemmes ma non da catastrofi estetiche d’altro genere.

Non si discute che il Nordest fa dell’impresa famigliare un punto di forza, ma perché alla giovane Bianca Torre non è stato possibile neanche fare un giorno di prova come commessa nello spaccio aziendale?

La signora Torre, preferisce tacere non essendo di origine musulmana come Ruby Rubacuori, che avrà pur detto qualche volta un “Porco Silvio” nella vita.

E poi i due ex universitari sessantottini sono atei e credono poco anche in Silvio, a loro bastava il ricco babbo FLocs per lo sfoggio delle novità comprate al negozio Din Don, il più elegante di Chesstown ancora oggi.

Vorremmo propinarne mille e più di storie di famiglie disgraziate ma nell’Italia di oggi temiamo di dire cosa nota a tutti e perdere l’originalità, caratteristica fondamentale delle opere di pura divinazione.

sabato 3 agosto 2013

Lord Dark


Lo Scuro Signore

Parliamo di un'epoca che ha visto due devastanti guerre e un boom economico ed emotivo seguito ad esse. Alcuni tirano in ballo il confronto tra bisogno di sopravvivenza e voglia di ricostruzione ma credo fortemente che la realtà BellesFemmes sia quella della capacità di resistere e del lavoro che può alimentare grande entusiasmo aldilà dei conflitti creati da chi non sa far coincidere interessi e bene comune.
Il lavoro non può essere soltanto un gioco o un modo per far arrivare il giorno di paga, così voglio interpretare il pensiero dello Scuro che ha visto non solo occasione di sostentamento nella figura di Flocs ma anche un esempio di serietà e rigore antico che vestiva una sobrietà sconosciuta al nostro tempo fluttuante di umori e mode.

Lo Scuro andava forte a quei tempi, il nero e il blu scuro erano i soli colori per le collezioni, ma come oggi non mancano sfacciataggine e maleducazione a Chesstown, negli anni '50 non mancava il coraggio del colore alla Bellefemmes.
Così nonostante i soli 8 paia di pantaloni da sci colorati, venduti nella linea uomo il primo anno, possiamo dire che oggi il colore ha preso il sopravvento nelle collezioni maschili.
Dalle vivaci pubblicità americane, un mondo variopinto è arrivato al reparto vendite di Bellesfemmes e non stupiamoci se fu un cliente americano a far lavorare fino alle tre di notte Lo Scuro e i suoi colleghi per “SDOGANARE” il campionario della ditta ancora in ascesa nella patria del fordismo.