lunedì 31 dicembre 2012

Grazie, Rita Levi Montalcini!


Donna e scienziata, vinse ne 1987 il premio Nobel per la medicina. I riconoscimenti al suo operato non si contano nella sua lunga e brillantissima carriera all'estero e, paradossalmente, anche in Italia. Esempio da seguire per tutti i giovani ricercatori, essi vedono morire con lei un segreto poco scientifico e molto empirico: quello della della ricerca che trova ascolto nel chiassoso arrangiarsi italiano.

La rimpiangeremo sicuramente, e senza alcun distacco.

Lawrence O'Press

Town of Chess







Vedi le lastre di pietra bianche e rosse che pavimentano la piazza?
Formano una scaracchiera dove rivive ogni due anni a settembre una partita a scaracchi fatta di personaggi viventi, ispirata alla storia della bella Lionora di cui non rimane traccia scritta poiché un incendio distrusse gli antichi archivi negli anni ’50.
Non che sia una città di piromani, ma qui la carta scritta sembra fatta per bruciare meglio che ai tempi dei nazisti: anche negli anni Ottanta un incendio distrusse importanti documenti di una ditta di confezioni che aveva fama mondiale: la BellesFemmes.

mercoledì 26 dicembre 2012

Greetings from Hardcore


Giusto o no la Sareghina, non è appannaggio di un copyright felliniano, in quanto, pare che la popolazione gradisca, fin dall’antichità, questo servizio. 
L’unica differenza sta nel fatto che oggi il servizio pubblico è a buffet. 
Servitevi da soli!



martedì 25 dicembre 2012

Like a virgin!



Sono un leone sapiente e sotto la mia zampa è aperto un libro di pietra. Mi trovi rappresentato nello stemma della città, come simbolo della Serenil Repubblica che nel 1404 iniziò una dominazione conclusa dopo quattro secoli da Napoleone che abbatté la colonna su cui ero posato.
Chesstown ha una lunga fola da raccontare e molte panzane, tanto che ha convinto il premio regionale “Città veneta della cultura” incamerando oltre un miliardo di vecchie lire dei contribuenti.
Speriamo di rifarci vendendo questa barzelletta a Zelig.

lunedì 24 dicembre 2012

The stones of Chesstown



Il falcone volò sopra le torri e planando raggiunse il Castello Inferiore.
Il castello si affaccia su una piazza dominata da uno strano animale alato. Si tratta di un leone di pietra, con le ali e la coda di bronzo. Quando il falcone vi si posò una voce disse: “Attenzione, così mi graffi la schiena.” Era dunque il leone che si rivolgeva a lui.
Il rapace, scusandosi, volle presentarsi educatamente: ”Mi chiamo Falcone, non volevo farti del male, ma sono felice di poter conversare con te. Devi essere qui da molto tempo”.
Sono il Leone di Sammarco e ti confido un segreto: qui le pietre parlano e i muri ascoltano. Posso dirti tante cose se avrai la pazienza di seguirmi.


domenica 23 dicembre 2012

CHESSTOWN QUEEN OF GOSSIP


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In una piccola città di nome Chesstown, un falconiere hippy aveva abbandonato la casa della sua borghesissima famiglia per abitare insieme al suo falcone sulle rovine di un antico castello in cima ad un colle, il monte Poverino, da cui poteva dominare un territorio ricco di bellezze naturali e di storia.

Amavano fare escursioni fra le colline circostanti, in particolare il vicino monte, sovrastato da una croce, ai piedi della quale stanno i resti di un antico fortilizio romano che controllava la pianura e le vie che portano all’Altopiano dei Bubu… Settete Comuni.

Protetta dai venti freddi del nord questa terra racchiude tra le sue verdi colline il ciliegio, l’ulivo, la vite e il melograno.

Ma un mattino di primavera il falcone volò via di soppiatto e decise di scoprire cosa contenevano le alte mura della città.

venerdì 21 dicembre 2012

Chesstown



Se la verità non piace a nessuno, 
se alla storia subentra la boria, 
è ora di proporre le leggende di Chesstown: 
come le sue ciliegie,
 una tira l’altra.




mercoledì 19 dicembre 2012

Cara Marisa



Cara Marisa,
l'anno nuovo sta per cominciare e non sei qui da più di dieci anni.
Forse ti ho conosciuta troppo poco per dirti che vorrei fossi qui, ma più il tempo passa, più ti capisco: quelle domande che non ti ho mai fatto trovano risposta nella mia vita, e nuove storie affiorano dal passato, intingendo la mia penna di nuovi colori per le mie parole.
Non hai potuto mostrarmi il tuo mondo da viva ma esso mi circonda parlandomi di te, e ora mi manchi più che mai e accetterò a volte con gioia, a volte con coraggio, tutto quello che mi hai lasciato in eredità.
Le cose che hai fatto per te stessa e per gli altri, le hai fatte al meglio, e molti ti ammirano per questo: il tuo ricordo può vivere ancora in esse e mi sostiene.
Ti auguro di avere trovato la felicità, quella vera e assoluta, alla fine di tutte le tue rocambolesche avventure e, ovunque tu sia, va' dove ti porta il colore.