sabato 27 aprile 2013

UNCONVENTIONAL ETHIC!

LA DIPARTITA DELLE ILLUSIONI

Nel giorno del convegno hanno mancato di intervenire persone molto vicine alla Bellesfemmes: la loro assenza è stata una saggia dimostrazione di buon gusto, forse lo stesso che ha portato poi la città a non essere più sede dell’azienda per vari motivi.
La storia rimane un ricordo lontano a Chesstown, eppure ostenta un’apparente ricchezza, retaggio proprio di ciò che il dott. Flocs aveva contribuito a creare.
Tuttavia c’era uno spiraglio con la pubblicazione degli atti, era in progetto un libro con molte foto, per il quale erano stati preventivati trentamila euro, una cifra che fece ingoiare a Bianca il rifiuto di poter intervenire il giorno del convegno e la fatica impiegata per realizzarlo.
Gli anni crescono insieme all'incompetenza della professoressa Cooman: non solo nel suo lavoro di insegnante ma anche in quello di escort visto che non è diventata famosa come la Minnetti! Bianca si trovava senza lavoro e senza risorse, in un paese estraneo, lontana dagli amici e ha dovuto accettare tali umiliazioni credendo fosse giusto ricordare il nonno, sentendosi rinfacciare che rimaneva pur sempre degno di metterlo a curriculum. Quello visto e subito è disgustoso ma in fondo, se ognuno ha l’assessore alla cultura che si merita, si cambia residenza per non meritare ulteriore mancanza di rispetto.
Non serve Madre Teresa di Calcutta per continuare a credere che l’intima bontà dell’uomo può ancora esistere (altrove) e capire che le teorie sul razzismo preferiscono gli Ebrei e gli Zingari piuttosto che i campioni di prepotenza.
Non si sa come il Comune abbia speso i famosi trentamila euro, forse dice che sono ancora lì ad aspettare che qualche altro incompetente si prenda la libertà di ignorare se qualcuno ha fatto degli studi, pagato le tasse e magari cercato un lavoro adatto alle proprie capacità, anziché in base ad intime relazioni politiche.
Non si sa nulla di eventuali pubblicazioni e l’attesa di un ringraziamento mancato in occasione del convegno mette in luce sempre più una comunità che non riconosce i meriti, non paga i professionisti e approfitta del volontariato per scopi personali.
I creditori come Bianca Torre possono riciclare slogan assai popolari quali: “paga polenton!” o, per chi preferisce la Commedia dell'Arte agli spettacoli di danza: “Paga Pantalon!”.
Chesstown ha avuto la fortuna di offrire più di quattrocento posti di lavoro. contribuendo al benessere dei suoi abitanti quando, nello stesso periodo, altre realtà italiane vedevano famiglie divise dall’emigrazione.
Oggi gli italiani del mondo ridanno dignità ad un paese che obbliga i giovani a restare solo perché, l’esigua pensione di un’insegnante vedova, come la mamma di Bianca, non basta ad aiutarla a vivere fuori casa con uno stipendio minimo.
Dei sacrifici fatti da Bianca Torre per mettere da parte dei soldi, rimane la scorrettezza delle Banche e delle Poste di Chesstown e, se i cittadini venivano esortati a fare donazioni, per aiutare un paese devastato dal secondo conflitto mondiale, ne è passata di acqua sotto i ponti: la nuova crisi sembra più un pretesto per togliere a chi ha bisogno di futuro per dare spazio ai suoi progetti, come Bianca Torre, ingenuamente fiduciosa nelle istituzioni, scoprendo a conto svuotato che gli odierni manager non sono più interessati a giovani con una una mentalità imprenditoriale; il nonno è morto e la voglia di intraprendenza passata di moda.
Se tutto ciò non è perseguibile dalla legge, Chesstown è una città dall’etica non convenzionale e potrebbe vincere un premio per questo.
Bianca si è vista costretta a vivere in questa città da circostanze indipendenti da lei, non si è scoraggiata ed ha tentato di fare qualcosa che le offrisse un legame col territorio. Probabilmente a qualcuno ha dato fastidio riportare alla luce persone più umili ma più grandi.
Siamo nel 2013 e anche se ha rinunciato alla gioia ma anche al disgusto di essere residente in via dott. Flocs, molti degli intervistati si chiedono che fine ha fatto il prezioso tempo dedicatole e la ricchezza di un’esperienza lavorativa ormai passato glorioso.

sabato 20 aprile 2013

UNA MARONATA...

UNA MARONATA TIRA L’ALTRA



Magari non aver speso tempo e soldi ad istruirsi.
Tornata a casa, la madre consola Bianca pensando che ha usufruito dei soldi dello stato, in quanto orfana di padre, ma il tempo rimane perso, visto che Bianca, era stata la prima di tutti i suoi coetanei a laurearsi con impegno e sacrificio.
Interviene anche la zia di Bianca, si fa il segno della croce e poi formula una frase che esprime tutta la sua bontà cristiana: “Vivere in una città male amministrata è meno tragico dell’essere un bambino del Biafra”
Nulla da eccepire su ciò, ma questo non aiuta a inserirsi in una società, soprattutto con le difficoltà che si presentano ai giovani in cerca di lavoro.
Così anni fa si fece un convegno e fino ad ora sono solo riusciti a imporre il silenzio alla povera ragazza: non ha potuto esporre il lavoro svolto, con tanti cittadini testimoni di una azienda che non esiste più, propinandole la speranza di poter cercare lavoro senza fare polemiche, senza contare che si era accollata l’acquisto di una casa che pensava di poter abitare con una via intestata al nonno. Ora si vergogna di portare perfino il suo cognome, dato che l’ultima buona azione post mortem dell’illustre antenato, è stata quella di fare da candeggina ai panni sporchi dei signorotti locali.
Con la totale rinuncia a migliorare la situazione di precariato non solo lavorativa, questa triste storia ci esonera tutti dal far spendere altri soldi al comune in inutili vanità, visto che i cittadini stessi ne sono i contribuenti.
Come se non bastasse anche il vicinato si è dimostrato ostile: l’idea di cambiare nome alla via trovò opposizione in una raccolta di firme, forse credendo che una persona che porta lavoro e ricchezza sia poca cosa. C’è una parte di ragione considerato che la povertà di certi paesi sembra rendere le persone più disponibili verso gli altri. Solo cambiando città per Bianca sono esistite importanti amicizie.
Ci sono città dove i fanti sono una compagnia di gran lunga migliore di Re e Regine, e dove la grappa non lascia l’amaro in bocca.
Ci sono città dove la cozza si pesca per condire luculliani spaghetti e non per nominarla a rappresentanza dell’inversione di tendenza di una città.
Se questo nonno ha amato così la sua patria, credo fermamente vorrebbe una via in meno a suo nome e maggior rispetto per tutti gli esseri viventi.
Con quello non si diventa amici dei potenti, ma si parla al cuore della gente.

mercoledì 17 aprile 2013

CHESSTOWN, REINA DELLE STRASSE


 CHESSTOWN

“Reina delle strasse”


Chesstown, città che non sa rinunciare alle mode internazionali: nel pieno della Grande Depressione del 1929 si adegua lasciando nuovamente entrare in crisi le industrie di cappelli di paglia, assai numerose in quel territorio.
Ma proprio in quell’anno un uomo geniale doveva emergere dalla massa informe, il dott. Flocs: non veniva dallo spazio ma era comunque diverso; voleva uscire dalla crisi e fino al 1961 anno della sua morte, lotterà per evitare alla sua città il chiaro destino di degrado e povertà.
Proprio nel 1929, in una fabbrica di cappelli recentemente acquistata dalla famiglia Holiday, serviva un dottore che sanasse finanze e non persone, trovando nuovi mercati e convertendo la produzione in altri generi di vestiario.
Ed ecco il primo amministratore delegato di Bellesfemmes.
Forse Chesstown non è un nome dal bel suono ma la Bellefemmes è passata di qui, sotto la sua sapiente egida. Per questo motivo ancor oggi tutti vorrebbero parlare del dott. Flocs, anche chi non l’ha mai conosciuto, e la cui presunzione è adatta ad inventare più il futuro del passato, che qualcun altro può realmente testimoniare.
Così la professoressa Cooman si è improvvisata esperta della vita politica del dott. Flocs, eletto come assessore al bilancio nel secondo dopoguerra.
Di certo anche la prof. Cooman si occupa di politica tuttavia, la sua condotta sarà la prima a farle considerare tale personalità un esempio da evitare, per chi vuole avere successo nella moderne amministrazioni . Non ci resta che trasmetterlo così alle giovani generazioni e guardacaso abbiamo proprio un posto nella scuola.
Quando il Comune chiede ai cittadini di proporre nomi illustri, per intestare nuove vie nate col boom edilizio, l’ingenua Bianca Torre approfitta per conoscere in modo inconsueto e attraverso la cultura il famoso nonno: il dottor Flocs. Nel tempo libero ha raccolto numeroso materiale sulla storia della moda in Italia e sull'industria tessile per poter ricostruire una biografia che viene proposta ai tre porcellini: questi organizzano un convegno su quella che era la storia della Bellesfemmes dal 1929 al 1961, le cui redini erano tenute in parte dal dott. Flocs e in parte dalla famiglia Holiday.
Il lavoro di Bianca è poi proseguito con una bibliografia sulla moda e delle interviste fatte ai collaboratori più stretti del Dott. Flocs, incontrati assieme alla madre che li conosceva sin dalla più giovane età. Nascono nuovi personaggi che vivono il successo di un’azienda che porta l’eleganza nel mondo e nello sport: la Bellesfemmes.
Alla zelante nipotina non mancano numerosi ostacoli: le si rifiuta la possibilità di usufruire di attrezzature e materiali della biblioteca civica, le viene detto, molto maleducatamente, che le decisioni sul convegno erano dettate non dal creare una cultura di qualità, ma da un’amicizia intima col sindaco, che permetteva alla Cooman di imporsi anche su persone come una discendente e perdipiù qualificata.
In un'epoca dove la politica si accompagna alle escort può essere una moda ostentare simili privilegi. Capisco la scarsità dell'offerta in quelle zone dove le peripatetiche soffrono di più il freddo, ma credo che stavolta parliamo di rarità che non può costituire pregio.

sabato 13 aprile 2013

Mobilio per scheletri



Scheletri lignei sparsi nel giardino, poco rigoglioso e troppo umido vicino alla casa, un blocco di cemento spuntava tra terra e piccole chiazze di verde per assolvere la funzione di garage.
Un enorme salotto gelido e silenzioso immagazzinava il più possibile gli antichi mobili ultima testimonianza della casata del professor Torre, padre di Bianca.
La parte ereditata dai cugini Torre era stata lasciata trafugare da chissachì nella casa di montagna, non per speculare su qualche assicurazione, ma per indifferenza a secoli di storia e tradizione famigliare.
Così Bianca portava con se tutto quello che restava di suo padre e del suo nome, per farlo vivere in quella che credeva essere la sua nuova casa circondandosi di tutto quello che le restava da amare.
Ma quello che noi veramente siamo, può esser trovato solo da noi stessi, e possiamo mescolarci tra la gente, ignara di tutto ciò che ci appartiene, e il non far trapelare i nostri tesori sconfina col delegittimare la proprietà privata, poichè Bianca traslocava quello che stava nella sua casa in toscana, in una casa non più sua, ma anche della signora Torre, utile tramite per inserire gli interessi dei Flocs nella sua eredità. Non contenti di questo, si fece fare a Bianca un testamento, a favore della madre, per escludere la sorellastra di Bianca, che si era allontanata dalla nuova famiglia del padre molti anni or sono. 

 

mercoledì 10 aprile 2013

ARISTETICA


L' Aristos non è mai schiavo del superfluo, l'aristos cerca l'essenziale e per questo non guarda ad un incremento di ricchezza, ma guarda quando il superamento dell'essenziale può essere bellezza, tuttavia anche la bellezza è essenziale perché è un bene paradossalmente duraturo, più della ricchezza in quanto è un valore in grado di durare nel tempo.
Da qui nasce la differenza tra un'educazione aristocratica e una borghese. Un'educazione borghese rispecchia il consumismo ed il continuo bisogno del valore aggiunto, ma il valore aggiunto aristocratico è nella sua stessa essenza, e nel tempo si rivela.

sabato 6 aprile 2013

LA CASA DELLA DISCORDIA

Bianca si commuove, per sfruttare le agevolazioni prima casa prende anche la residenza di Chesstown, e trasloca con le sole cose ereditate dal padre, poiché sua madre, aveva lasciato tutto alle sorelle prima di sposarsi, per non litigare insieme a loro.
Impavida tenta una nuova vita in una città sconosciuta senza però sapere che, avendo acquistato solo parte di una casa, non può più disporne liberamente, né per iniziare lavori di divisione, o cederla a terzi per vendere o affittare.
La famiglia di Bianca ha già distrutto anche i suoi risparmi.

mercoledì 3 aprile 2013

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Bianca poco avvezza a questo genere di cose e speranzosa di trovare lavoro in un posto apparentemente ricco di opportunità, rinunciò a tornare nel paese del babbo, dove teneva una casetta sulle colline, ed accettò di acquistare la casa della discordia, per far fronte ai gravi problemi famigliari di cui non era causa.
Nonostante il Re Nero fosse poco attento con le sue finanze, aveva per amico un notaio senza scrupoli, nella vicina città di Ano del Grappa, luogo in cui l’alcolismo è un business per consolare tutti quelli che prendono una fregatura a norma di legge.
Il notaio suggerì a Bianca Torre di acquistare solo le quote che appartenevano ai fratelli, giusto perché, nonostante l’eredità della loro sorella, avevano ancora bisogno di soldi, e dal momento che la casa era molto grande, lei si fidò, pensando che poteva ricavare una parte abitabile sufficiente per sé e lasciare il resto alla madre e alla zia, dato che quest’ultima non voleva né pagarla né andare da un’altra parte poiché sarebbe certamente finita all’ospizio.


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