sabato 14 settembre 2013

SACRIFICI DI BIANCA TORRE


Le boicottate interviste di Bianca Torre furono inserite in un libro, dovevano essere presentate prima di Natale.
Un diritto arrivato dopo molti anni, troppi perché Bianca Torre era stata derubata del suo denaro, e avrebbe preferito lasciar perdere e magari stare a casa sua, nel suo paese. Senza i suoi soldi, senza la sicurezza di un impiego che, doveva ripagarla di sacrifici enormi, quali lo stare lontana dai suoi amici, gli anni dedicati allo studio e ad una laurea inutile, anche per il più sottopagato dei lavori possibili.
Il libro veniva descritto da suo zio, il Re Nero con gran pompa, uno zio aiutato dai soldi di Bianca, che lamentava il fatto che anche dei docenti universitari lavorassero gratis senza essere il protagonista di una barzelletta.
Bianca Torre non usò il BAROCO per rendersi conto dell'illogicità di tale reclamo: essendosi laureata a Venezia come questi stessi, e avendo meno cattedre universitarie per sostentarsi, era ovvio che l'unica retribuzione possibile in un paese come l'Italia, era di cambiar vita e mettersi a fare un lavoro più richiesto, come l'infermiere. Strano che queste menti eccelse non l'avessero realizzato prima... magari il posto di insegnante universitario poteva bastare, ma a quel punto, non era il caso di lamentarsi, visto che le loro università pullulavano di studenti, nonché stagisti ossia gente che lavora gratis. Un chiaro destino rinfacciato a Bianca come se la sua situazione non fosse difficile e aggravata dalle umiliazioni subite dalla Prof. Cooman, finalmente uscita dalla porta dell'amministrazione precedente e rientrata dalla finestra come Presidente della civica Biblioteca di Chesstown.
Ricordò che, anche la sventurata Cooman, aveva faticato gratis per far spiare Bianca Torre mentre consultava i verbali, del periodo in cui il dott. Flocs fu Assessore alle finanze e alla pubblica beneficienza, banalizzandolo in un accurato elenco, delle opere fatte nel dopoguerra. Ovviamente i soldi presi per il libro non sono più ricomparsi e forse è l'unica che è stata ripagata degnamente dei suoi sacrifici, tanto da “rinunciare a pubblicare”, se vogliamo usare un elegante sinonimo di: “chi se ne frega se quell'idiota ha scritto qualcosa”.
Nel frattempo abbiamo trovato un'insegnante che non è sottopagata o forse il contesto la include nel novero dei politici?
Gli insegnanti andranno comunque in piazza a protestare, gli studenti invece dovranno combattere fortemente per i loro diritti e Bianca Torre non sa che farsene di un'opera che ha rubato del tempo e non può più fruttarle una carriera o un lavoro decente.


Nessun commento:

Posta un commento