«Pape
Satàn, pape Satàn aleppe!»,
cominciò
Pluto con la voce chioccia;
e
quel savio gentil, che tutto seppe,
disse
per confortarmi: «Non ti noccia
la
tua paura; ché, poder ch'elli abbia,
non
ci torrà lo scender questa roccia.»
Dante,
Inf. VII, 1-6
Nell’ufficio
cultura di Chesstown le profondità infernali affiorano tra urla e
convulsioni. Il male degli dei è ora il male di Satana e forse è
vero che l’ignoranza rende più felici.
Eppure
nella cultura chesstowncense l’incompetenza governa e chi pontifica
non è certo ispirato dallo Spirito Santo.
Se
qui non si è in grado di produrre il sapere, da dove arriva questa
cultura?
E’
stata rubata, per il gusto di farsi belli con il lavoro altrui e
forse l’autore, opportunamente non invitato, non sa che dovrebbe
reclamare i suoi diritti.
Chi
invece spera di dare il giusto riconoscimento al lavoro di suo nonno
e affida una breve e concisa ricostruzione biografica a La Fontaine,
lo vede fare il pavone assieme alla cornacchia Cooman in occasione
del convegno.
“Dare
una cosa al nome” non è più impresa umana, ma bestiale!
Peccato
che Chesstown riveli di non conoscere i suoi polli: infatti la
gallina del filo d'oro aveva già lasciato in eredità una "nidiata
di libri"... Certa gente non sa proprio vivere in Pace!

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