sabato 18 maggio 2013

LUNIGIANA: FIGLIA DELLA SCHIFOSA?

Il sincero resoconto di Report del 5/5/2013 cita la Lunigiana come esempio di luogo in cui il turismo non è sufficientemente valorizzato.
Pochi infatti conoscono questa realtà dove la quasi assenza di servizi non è una novità e, date le premesse di una terra ormai storicamente povera, non è nemmeno una notizia.







Non solo i turisti si trovano in difficoltà, ma anche i suoi abitanti: lo dimostra la lunga tradizione di emigrazione che ha dato argomento a un Museo a Lusuolo, uno dei suoi più ridenti borghi. Senza contare il dissesto idrogeologico in grado di far disperare un tetto provvisorio anche a coloro che sono alluvionati, o di lasciare paesi isolati da strade continuamente interrotte per le frane. Cosa può far pensare ai giornalisti di Report che proprio la Lunigiana debba concentrarsi di più sul turismo quando in Italia ci sono zone molto più ricche e più centrali?



La stessa puntata lamenta molte lacune o sprechi in città come Milano, Ferrara...
Anche Bianca Torre ha visto sprechi ben più gravi di un comune che arranca a spalar neve, fango e fatica a gestire labirintiche stradine di montagna.
Avendo dovuto emigrare, come suo padre e i suoi amici, Bianca ha dovuto cercare luoghi dove c'erano già solide basi di posti lavoro, la città del suo nonno materno ne è un esempio, e non serve il baroco per capire che l'attuale incapacità di certi assessori “favoriti”, è stato l'inizio della fine di un'occasione persa, un museo aziendale di moda sportiva in una città già attrezzata per il turismo.
Perchè allora scegliere come attrice dello spreco di risorse questa Lunigiana, svuotata di tanti giovani come Bianca Torre e isolata volente o nolente dal resto del mondo?


Mentre gli operatori turistici (colleghi di Bianca Torre) sono in allarme (maltempo permettendo) e si scervellano in riunioni, i piccoli borghi cadenti attendono in silenzio e il fiume sembra scorrere impassibile. Bianca a tutto questo non assiste impassibile e ancora una volta l'aria fresca le dà respiro e il vento può essere una voce amica: immersa nei boschi riesce a pensare, a capire quello che vede un giornalista che fa tappa qui, nel suo tour di orrori italiani.
E ciò che sembra tuo, solo perchè ci sei nato, può essere di chiunque voglia fermarsi a guardare.


La Lunigiana non fa notizia per lo spreco, che in Italia ha già troppi concorrenti, piuttosto fa notizia la sua bellezza non comune cui le Cinque Terre e la Versilia farebbero ben poca ombra. E si, ci vorrebbe più impegno, più organizzazione, ma anche ammettere che, se persino un posto così meraviglioso rischia di scomparire nel fango dell'ignoranza, non è un report: è un RECORD!

 

L.O.

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