Come nascono le Bellesfemmes
Numerosi
cittadini di Chesstown hanno lavorato alla Bellesfemmes, ma per
ricostruire gli inizi si doveva cercare persone molto anziane e alcune
nel frattempo se ne sono andate. Bianca e sua madre hanno dedicato
interi pomeriggi ad ascoltare dei dipendenti che sono diventati memoria
storica. Hanno visto una disponibilità e un orgoglio che non è stato
tramandato in un luogo dove si predilige la produttività alla
riflessione.
Per
converso il momento di lavorare sodo e produrre in tempi strettissimi è
già passato e la moderna Cina sapendo di essere concorrenziale in
questo aspetto, aveva già da tempo investito nel tessile, come dimostrano numerosi articoli del Sole24ore.
Infatti
è stato lo stesso governo cinese a incentivare, anche a fondo perduto,
un’industria quasi inesistente, poichè credeva, a ragion veduta, in un
settore nel quale ha preso velocemente piede nel mercato mondiale.
La
moda italiana prima degli anni ‘50 ha sofferto delle continue guerre e
la mancanza di materie prime. Da non dimenticare i sandali di Ferragamo
col tacco in sughero, materiale tipicamente autarchico e a cui Natalia
Aspesi dedica la copertina del suo libro “Il lusso e l’autarchia”.
L’economia
italiana era traballante proprio a causa delle continue guerre e le
industrie aspiravano alle commesse statali per poter sopravvivere. In
quel momento era indispensabile dimostrare di fare prodotti di qualità
anche nei capi militari.
Finita la guerra si riprendeva facendo abiti civili: confezioni e abbigliamento.
Una
volta attrezzati per questo tipo di manifattura Bellesfemmes è in grado
di decollare riuscendo a collaborare con i sarti che presentavano le
collezioni alla Sala Bianca di palazzo Pitti e successivamente esporterà
direttamente negli Stati Uniti.
Fino
agli anni novanta non conosce crisi e il suo esempio meritava di
convincere i parenti reticenti di Bianca Torre a risvegliare
l’attenzione per uno dei protagonisti di questa insolita Company
History.
Entrano trionfali con sgargianti costumi
Ma ricordate che l’abito non fa il monaco

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