sabato 2 febbraio 2013

Strange Straw Stories

Il cappello di paglia, Peter Paul Rubens
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I due amici attraversano Port’Ano, una delle quattro porte della città che si chiudevano in caso di assalto.
Intanto Falcone vede un ciminiera alta e rossa: “Cos’è?” Leone spiega che si tratta di una importante testimonianza dell’industria della paglia:
C’era una volta una ragazza molto brava e diligente che voleva studiare a Cambridge e fare carriera all’estero. Sia lei che il suo fidanzato Piccoletto dal Masso erano poveri in canna perciò la ragazza accettò un lavoro part-time in un Night club come ballerina di lap-dance facendosi chiamare “Gattina”.
Piccoletto continuava ad avere lavori saltuari e, non riuscendo a sposarla, la gente del paese cominciò ad attribuirgli fama di donnaiolo vista la sua relazione con l’ormai compromessa gattina.
Esasperato dai pettegolezzi emigrò nel terzo mondo dove con poca spesa lavorava e si manteneva.
Qui apprese dagli indigeni l’arte della lavorazione della paglia per fabbricare cappelli e borse.
Un Natale tornò a trovare “Gattina”, e avendo l’idea metter su un’impresa della paglia si recò alla Banca Popolare di Chesstown ma gli rifiutarono il prestito perché si era già indebitato facendo da loro degli investimenti nei bond Argentina.
Così pensò di andare proprio nel Sudamerica a creare opportunità di occupazione. Le banche del microcredito furono ben disposte a finanziarlo e con poca spesa comprò un campo dove seminare il grano da paglia.
Insegnò ad alcune donne come fare i pacchi di treccia fine fine che andava cucita per fare borse e cappelli.
Il primo modello lo regalò a “Gattina”, lei lo indossò in uno dei suoi spettacoli con grande successo.
Presto tutta l’Europa voleva i suoi prodotti e la fortuna sorrise a Piccoletto che impiantò nuovi stabilimenti a Chesstown, così lui e “Gattina” si sposarono.
Intanto a “Gattina” era passata la voglia di studiare per trovare un lavoro rispettabile pertanto con i suoi risparmi decise di comprare una quota del Night dove lavorava, diventando membro del consiglio di amministrazione poteva sfogare le sue frustrazioni sui consulenti laureati che aveva assunto. Da allora i consiglieri vennero definiti “coniglieri” e “conigliette” ricordando il terrore che tra loro seminava la feroce “Gattina”.


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