sabato 13 aprile 2013

Mobilio per scheletri



Scheletri lignei sparsi nel giardino, poco rigoglioso e troppo umido vicino alla casa, un blocco di cemento spuntava tra terra e piccole chiazze di verde per assolvere la funzione di garage.
Un enorme salotto gelido e silenzioso immagazzinava il più possibile gli antichi mobili ultima testimonianza della casata del professor Torre, padre di Bianca.
La parte ereditata dai cugini Torre era stata lasciata trafugare da chissachì nella casa di montagna, non per speculare su qualche assicurazione, ma per indifferenza a secoli di storia e tradizione famigliare.
Così Bianca portava con se tutto quello che restava di suo padre e del suo nome, per farlo vivere in quella che credeva essere la sua nuova casa circondandosi di tutto quello che le restava da amare.
Ma quello che noi veramente siamo, può esser trovato solo da noi stessi, e possiamo mescolarci tra la gente, ignara di tutto ciò che ci appartiene, e il non far trapelare i nostri tesori sconfina col delegittimare la proprietà privata, poichè Bianca traslocava quello che stava nella sua casa in toscana, in una casa non più sua, ma anche della signora Torre, utile tramite per inserire gli interessi dei Flocs nella sua eredità. Non contenti di questo, si fece fare a Bianca un testamento, a favore della madre, per escludere la sorellastra di Bianca, che si era allontanata dalla nuova famiglia del padre molti anni or sono. 

 

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