Nell’Olimpo di Chesstown abbiamo Plutone, signore delle tenebre, che governa con la luce elettrica da lui creata:
“Orgoglio
chesstowncense fu quello di essere uno dei primi centri dell’area
veneta che ha avuto l’illuminazione elettrica, una vera novità per il
nostro Paese, il cosiddetto “carbone bianco”.
Oggi a questa città basterebbe trovare il lume della ragione nel blackout delle menti.
Nuovi
Dott. Frankestein riscoprono l’elettroshock, ma non basta un mutuo per
poter fruire di questi prodigiosi medicamenti e “i poveri scemi” rimane
una tautologia.
Forse
in qualche cantina c’è ancora un vecchio motore trifase utile a
sfruttare il dislivello intellettuale tra presente e passato.
Sono proprio i mulini di Plutone la miccia che accende l’industria cittadina agli inizi del secolo.
Dall’industria
al commercio il passo è breve: il martedì, giorno storico di mercato, i
fattorini vendevano i “pacchi di treccia” che le donne facevano con la
paglia del grano coltivato sulle colline circostanti, oggi percorse dai
ciclisti nel Giro d’italia.
Essendo numi tutelari della ricchezza di Chesstown gli antenati di Plutone fondano la Banca Popolare di
Chesstown, che ha recentemente celebrato il suo primo secolo di vita,
rappresentando con arte le sue attività e le sue virtù, cardinali
comprese, nell’interno del suo palazzo: visitatelo perché è l’unico
posto della città che le possiede ancora.
(un’idea di qualcuno che conosceva il dott. Flocs e Bianca Torre stimava)
Del
resto fin dalla sua fondazione la Banca si era proposta di accantonare
una piccola somma per scopi sociali e assistenziali: si creano corsi per
giovani che possono trovare impiego nella rinomata Bellesfemmes; anche
altri piccoli artigiani permettono di apprendere mestieri che
necessitano non di raccomandazioni politiche, ma di buone politiche del
lavoro.
Sembra strano ma anche qui sono indispensabili i soldi, eppure le mani restavano pulite.
Questo
Olimpo aveva il Dott. Flocs tra i suoi membri: era probiviro della
Banca Popolare di Chesstown. E anche Plutone sapeva essere un buon
scalatore: insieme fonderanno la Sezione C.A.I. dato che come già visto
molti cittadini amavano gli sport invernali e seguiranno con passione la
vicenda del K2.
Spesso
la meta preferita delle“Grandi imprese alpinistiche” della sezione
C.A.I. di Chesstown era il vicino Altopiano e una vecchia foto con la
neve sullo sfondo ritrae amici e colleghi sorridenti durante un gita.

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