Il
falcone volò sopra le torri e planando raggiunse il Castello
Inferiore.
Il
castello si affaccia su una piazza dominata da uno strano animale
alato. Si tratta di un leone di pietra, con le ali e la coda di
bronzo. Quando il falcone vi si posò una voce disse: “Attenzione,
così mi graffi la schiena.” Era dunque il leone che si rivolgeva a
lui.
Il
rapace, scusandosi, volle presentarsi educatamente: ”Mi chiamo
Falcone, non volevo farti del male, ma sono felice di poter
conversare con te. Devi essere qui da molto tempo”.
“Sono
il Leone di Sammarco e ti confido un segreto: qui le pietre parlano e
i muri ascoltano. Posso dirti tante cose se avrai la pazienza di
seguirmi.

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