lunedì 24 dicembre 2012

The stones of Chesstown



Il falcone volò sopra le torri e planando raggiunse il Castello Inferiore.
Il castello si affaccia su una piazza dominata da uno strano animale alato. Si tratta di un leone di pietra, con le ali e la coda di bronzo. Quando il falcone vi si posò una voce disse: “Attenzione, così mi graffi la schiena.” Era dunque il leone che si rivolgeva a lui.
Il rapace, scusandosi, volle presentarsi educatamente: ”Mi chiamo Falcone, non volevo farti del male, ma sono felice di poter conversare con te. Devi essere qui da molto tempo”.
Sono il Leone di Sammarco e ti confido un segreto: qui le pietre parlano e i muri ascoltano. Posso dirti tante cose se avrai la pazienza di seguirmi.


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